sabato 19 ottobre 2019

Ottica autoriale. La deresponsabilizzazione odierna del testo.

La peculiarità della scrittura odierna risiede nella deresponsabilizzazione e nell'idea di mancanza di passibilità di una reale punizione. La liberalizzazione del testo odierno è causa integrante di tale sintomo, cominciato, probabilmente, dalle imposizioni dottrinali e politiche con cui hanno convissuto gli autori già prima del Rinascimento, periodo durante il quale la scrittura ha subito una totale trasformazione, anche per via dell'utilizzo che se ne è fatto, sia per scopi commerciali e sia per la stipula di atti notarili. 


Nasce la penna stilografica, si sviluppa la stampa e la penna Bic ma, ancora nel Novecento, esiste e persiste una certa responsabilità giornalistica, se non altro etica. Lo stesso linguaggio di radio e TV

martedì 11 giugno 2019

Potere, capitalismo e trasformazione del linguaggio.

Il linguaggio è politica. La grammatica è politica. Linguaggi e grammatiche rappresentano aggregazioni non reali di pensieri sottomessi a un potere che ne firma e ne raccoglie la funzionalità sotto profili similari, ma che si accomunano senza definirsi. Ecco che il linguaggio resta vacua espressione di contenuti, ecco perché le parole e i significanti si allontanano sempre e comunque dai significati, man mano che il senso stesso della significazione muta il proprio valore, mentre muta il sapere umano. 

lunedì 13 maggio 2019

Sul tradimento.



Avessimo la comprensione del cagionarci, eviteremmo ogni filautia, qualsiasi pericolo tra le isteresi di un amore per sé stessi e uno filantropico, recidendo ogni legame, ogni processo, ogni gamma di attenzioni rimarchevoli dell'uomo e dei suoi paradossi esistenziali votati al tradimento. "Tradire" è la parola d'ordine; dalla Bibbia al mercimonio, da Caino alle religioni, il tradimento è la più realistica forma di deposizione e di sedimentazione umana. 


L'uomo è la più alta forma di tradimento, dacché se ne abbia memoria. L'esegesi delle vicende bibliche, soprattutto veterotestamentarie, non è che un reiterarne la questione, in fieri: l'uomo tradisce costantemente Dio, Dio tradisce l'uomo, lo attacca, quasi lo annienta ma l'uomo non può che ripetersi in quest'atto.

venerdì 1 marzo 2019

Intervista ai Ginah

Appuntamento con i “Ginah”, gruppo composto da tre amici, Michele Botteon (chitarra) Ralph Rosolen (piano, rhodes, synths) e Dario Lot (batteria). Il gruppo dei Ginah esordisce col primo Album, Sorry for the delay, per l’etichetta indipendente Garage Records nel marzo del 2014 e poi, dopo un lustro, esce il nuovo disco, Meccanica, lavoro che ho avuto modo di ascoltare e recensire qui.


Andiamo a conoscere meglio i Ginah, dunque, giunti al loro secondo lavoro, in uscita oggi, 1 marzo 2019, sempre con l’etichetta indie Garage Records e col produttore artistico Marco Pagot (Maya Galattici, Chinasky, Matsukao).

martedì 19 febbraio 2019

Ginah - il minimalismo della "Meccanica"

L'ambiente della ricerca musicale trova affinità con certa investigazione volta a smascherare, a setacciare - nell'intuitività e negli inviluppi di nuove linee che rendano meno marcati certi confini - i preconcetti e le classificazioni di una forma mentis già troppo adusa al classico, falcidiata da tabuizzazioni e senso comune. D'altronde, Schonberg dopo gli anni Venti, decretò nuove concezioni di rilettura musicale, cui avrebbe fatto seguito un cromatismo di dodecafonie con - per effetto - nuova vita all'esasperato stereotipo pre-Rivoluzione Industriale.

Ginah - Meccanica

Affacciandoci su scenari post-Rock e, per certi versi, post-rivoluzionari, si possono trovare interessanti terreni ubertosi, sperimentazioni tendenti a cromatismi nuovi, sia per la scelta della strumentazione e sia per la predilezione dei luoghi, dell'acustica, dei timbri e di tutta la sinestesia applicabile. I risultati sono sorprendenti e tutt'altro che prevedibili, come sapientemente dimostrano i veneti Ginah, nel loro secondo Album, "Meccanica", prodotto dall'etichetta indipendente Garage Records, in uscita a marzo e già disponibile all'ascolto qui

sabato 22 settembre 2018

Giornata Mondiale della Poesia con Agnese Monaco - 100 Thousand Poets For Change Rome 2018 presso la Cappella Orsini.





Si svolgerà a Roma il 29 settembre la Giornata Mondiale della Poesia con Agnese Monaco - 100 Thousand Poets For Change Rome 2018, presso la prestigiosa Cappella Orsini, situata tra Campo De' Fiori e Sant'Andrea Della Valle, in pieno Centro Storico. L'evento sarà in diretta streaming dalle ore 15.30 alle 20:00 su UserTv, sul sito americano 100Tpc e su facebook dalla pagina AgneseMonacoOfficial. In differita e con tagli tecnici sarà inserito sul canale youtube “OnlyAgnese”. Mentre la parte radiofonica, sarà trasmessa nei giorni successivi nel programma dedicato alla poesia dal nome “La valigia blu”. La poesia in questo periodo di guerre, cataclismi e sconvolgimenti è

sabato 19 maggio 2018

Il fascino dello scrittore e la crisi della scrittura odierna.

« Un tempo si nasceva vivi e a poco a poco si moriva. Ora si nasce morti – alcuni riescono a diventare a poco a poco vivi »
(Bobi Bazlen, Il capitano di lungo corso)
 
 

     Non è un caso che nella quête della letteratura mondiale, specie in quella dell'ultimo decennio, si vada delineando l'idealizzazione dello scrittore-feticcio, del dannato per eccellenza, speso tra libri, identità libertarie e fugacità di vite e di memorie postume. L'analogia che sempre vede l'alea e la disfatta che hanno incombuto sui capi di quegli autori fino a tutto il Novecento, trovano traccia ancora oggi nella scrittura di internauti e figli di un passato gremito di fideisti e di ricercatori del patronimico, alla costante disamina dei padri ma figli del loro tempo. 
 

giovedì 17 maggio 2018

Dimmi quanti libri hai letto e ti dirò quanto sei deficiente.

È l'ultima moda sui social, nonché motivo di vanto e di decanto delle proprie doti da fagocitatore malsano di libri: la lettura (nonché buona parte della Letteratura) è oltremodo, specialmente negli ultimi anni, divenuta motivo di discussione e di interessi attorno al tema dei libri. Si scrivono e si pubblicano libri come se tutti avessero qualcosa di cui parlare, si legge (o quantomeno ci si vanta di farlo) come fosse un'attività alla quale dedicare il proprio, intero, processo evolutivo ed è pure vero che per gli antichi Greci, l'ozio indicasse il tempo libero da dedicare alla crescita individuale, come pure era inteso lo studio (otium litteratum) presso i Romani. L'Huffinghton Post traccia ben 8 motivi, definendoli addirittura "scientifici", per cui dovremmo leggere spesso libri, meglio se cartacei. Farlo ci renderebbe addirittura più intelligenti e più empatici.

venerdì 11 maggio 2018

Il linguaggio giornalistico e lo scrivere bene.

Scrivere bene cosa? Per chi? È paradossale, ma il linguaggio giornalistico è ben lungi dal rappresentare un modello di "bello scrivere". Frasi nominali e traslati a go-go, parole e frasi stereotipate come: "Incidente spettacolare" e "delicato intervento", divengono modelli prestabiliti per letture veloci, facilitate e fruibili per il ceto medio; trattasi dunque di linguaggio unitario, volutamente settoriale e di semplice costruzione, dove tuttavia non manca una congerie di metafore, di linguaggio aulico e/o lingua popolare. Un giornalista deve forzatamente affidarsi a questi modelli, vuolsi per la loro fruibilità, vuolsi per la velocità di scrittura dell'articolo che deve andare in stampa entro termini ristretti. 

lunedì 19 marzo 2018

La specie invasa - Aporie dell'incavo.

È con immenso piacere che comunico l'uscita della silloge di poesia "La specie invasa - Aporie dell'incavo", Youcanprint Edizioni. Il link per l'acquisto lo trovate in calce.

Youcanprint edizioni